Il simbolo della chiave

L’ispirazione per creare può arrivare da qualunque parte: un paesaggio, un quadro, una persona, una richiesta, una frase letta o ascoltata.

Nel libro di Clarissa Pinkola Estès, “Donne che corrono con i lupi”, nel capitolo sulla storia di Barbablù, la chiave simboleggia l’accesso alla conoscenza.

La scrittrice esamina la psiche femminile attraverso le storie e spiega quali problematiche può incontrare una donna che non è più in contatto con il suo spirito più “selvaggio“, nel senso di antico e saggio, e come può risolverle.

Le antiche favole possono essere rilette in chiave simbolica: ciascun personaggio che vi compare è un diverso aspetto della psiche femminile. Dal modo in cui questi aspetti interagiscono tra loro dipende la nostra salute emotiva e mentale.

La storia di Barbablù racconta l’ingenuità, la mancata iniziazione alla vita adulta, e quindi la caduta della donna nella trappola del “predatore naturale”, colui che cerca di bloccare ogni estro creativo e ogni libertà.

La donna può uscire da questa trappola aprendo la porta della conoscenza e avendo il coraggio di guardare dentro la stanza. Questo è possibile se lei è in possesso della chiave giusta.
La chiave sono le domande che dobbiamo imparare a farci e soprattutto le risposte che dobbiamo avere il coraggio di dare a noi stesse.
In questo modo avremo una conoscenza sana e sincera di noi stesse e avremo accesso alla nostra parte più intuitiva.

Ecco come è nato questo ciondolo: per ricordarci di avere sempre con noi la chiave della consapevolezza e della nostra più sincera conoscenza.

 

Lotto marzo

Archiviato da poco san Valentino, eccoci alle prese con un’altra controversa ricorrenza.
Già solo nel nome non siamo tutte d’accordo: c’è chi la chiama “Festa della donna” e chi specifica “Giornata delle donne” perchè non c’è proprio niente da festeggiare.

C’è chi approfitta di questa occasione per uscire con le amiche e chi invece preferisce dedicarsi alla commemorazione delle operaie che persero la vita nel tragico rogo della fabbrica dove lavoravano.

Poi ci sono le mimose: mimose si, mimose no?
C’è chi “Le mimose lasciatele sugli alberi, dateci uguali diritti rispetto agli uomini” e c’è chi invece “Come? Non mi hai neanche portato un mazzolino di mimose?

Io personalmente ho raccolto delle mimose dal giardino due settimane fa e oggi non potrei perchè sono già sfiorite…

mimose

Poi ci sono le iniziative, organizzate a vari livelli: mostre, convegni, scioperi…
Già, perchè quest’anno è stato proposto anche lo sciopero delle donne: se volete saperne di più QUESTA è la pagina.

non una di meno

Io non sciopero, ma condivido con voi questa iniziativa.
Ho messo un nastro fuxia sulla borsa e mi dedico alla lettura di un libro che voglio consigliare a tutte le donne che vogliono riscoprire il loro lato più intimo e istintivo: “Donne che corrono con i lupi” di Clarissa Pinkola Estes.

lotto marzo

 

Di Hygge, legno e cene con i parenti

Nel libro “Hygge, il metodo danese dei piaceri quotidiani” sono racchiusi come in uno scrigno tanti piccoli gioielli (emozioni, sensazioni, momenti, azioni) che dovremmo imparare ad apprezzare a pieno per essere più felici in modo semplice.

hygge-piaceri-quotidiani

La Hygge, il senso di benessere e appagamento che deriva dal godere di ogni piccola cosa, si collega molto alla pratica della Mindfulness: entrambe hanno nella consapevolezza il fulcro per la serenità.

Il libro è un viaggio alla scoperta di grandi e piccole gioie quotidiane e lascia un senso di tranquillità addosso.
E’ inoltre corredato da immagini che emanano calore e citazioni ad hoc.

Una di queste, nel capitolo in cui si parla del cibo come unione tra le persone, è di Oscar Wilde: “Dopo una buona cena si può perdonare chiunque, persino i propri parenti“.

Mi è piaciuta molto e ne ho tratto l’ispirazione per creare questo set per la cucina,  poggiapentola e mestoli:

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E voi, come vivete i pranzi con i parenti? Come un impegno obbligatorio da svolgere nel modo più sbrigativo possibile o come una occasione piacevole, in cui trascorrere del tempo tra le persone che più vi scaldano il cuore, ovvero la vostra famiglia?

Ispirazione, imitazione, plagio, furto

Nel mondo creativo (e nel mondo in generale) accadono spesso fenomeni di questo tipo: qualcuno si appropria di una vostra idea e la ripropone.

Ci sono diversi livelli ai quali questo accade:

  • c’è quello che vede la tua idea, la apprezza, cerca di riproporla citandoti come fonte
  • c’è quello che vede la tua idea e la modifica, la personalizza e ripropone la sua idea, magari citandoti come fonte di ispirazione
  • c’è quello che vede la tua idea e la ripropone dicendo di averla realizzata lui

A ciascuno di questi livelli corrisponde un diverso grado di integrità morale: si passa bruscamente dall’ammiratore al ladro.

Nel mondo creativo le idee girano e quando girano in modo sano arricchiscono chi ha la fortuna di incontrare questa ruota.

Per approfondire questo argomento ci sono questi due libri di Austin Kleon:

oltre a essere libri interessanti e ricchi di spunti, sono scritti con una grafica accattivante: sembra di sfogliare il quaderno degli appunti e degli schizzi dell’autore.

Il primo, il cui sottotitolo è “Impara a copiare idee per essere più creativo nel lavoro e nella vita“, affronta il tema della nascita delle idee e dell’ispirazione, e dà dei consigli per osservare il mondo con occhi diversi, occhi creativi, occhi che “rubano”.

Circondarsi di bellezza, prendere appunti a ogni occasione, leggere buoni libri, esercitarsi, stare meno al computer e usare di più le mani, coltivare le proprie passioni, i propri hobby: sono solo alcuni degli spunti che l’autore consiglia per coltivare il proprio lato creativo.

Ho amato il consiglio di non sentirsi obbligati a scegliere una sola strada se ce ne sono due o tre che ci appassionano: siamo artisti multipotenziali, dobbiamo lasciare che le nostre passioni interagiscano tra loro per dare vita a qualcosa di unico.

 

E dopo aver imparato a rubare, vediamo come mettere in pratica i consigli con il secondo libro: Semina come un artista, 10 idee per condividere la tua creatività e far conoscere il tuo lavoro.
In 10 capitoli ci spiega come raccontare il nostro lavoro partendo da noi stessi, condividendo l’intero processo creativo e le nostre passioni, accettando le critiche e collezionando complimenti.

 

E una volta terminata la lettura, si passa alla pratica: buon lavoro!

Manuale di pulizie di un monaco buddhista

Per la serie “Letture Creative” vi voglio raccontare di questo libro:

Manuale di pulizie di un monaco buddhista:
spazziamo via la polvere e le nubi dall’anima.

manuale-pulizie-monaco-buddista

Vi domanderete: cosa centrano le pulizie con la creatività?

Secondo me sono abbastanza collegate: fare ordine e pulizie in casa aiuta a fare ordine e pulizia nel proprio spirito, e uno spirito sgombro da inutile sporcizia diventa automaticamente uno spirito più creativo.

Premetto che non sono affatto una appassionata di faccende domestiche: spesso le trovo noiose e ripetitive, quasi una perdita di tempo, tempo prezioso sottratto alla creatività!
Ed è proprio per questo che ho trovato interessante questo libro: perchè parla proprio a noi che non amiamo le faccende domestiche.

Leggendo questo libro ho iniziato a vedere le pulizie di casa con diverso: facendo nostro il concetto che pulire casa può diventare un esercizio spirituale, non potremo più annoiarci spazzando il pavimento.
Togliere la polvere dai ripiani diventerà una metafora della rimozione della polvere dal nostro spirito, lavare i vetri diventerà rendere più limpido e trasparente il nostro animo, pulire la cucina significherà nutrire meglio il nostro corpo e il nostro spirito.

Impareremo che la nostra casa ci rispecchia: potrebbe essere disordinata perchè stiamo attraversando un periodo disordinato.
Oppure, come capita a me alle volte, siamo solo troppo occupate a creare e non abbiamo tempo di riordinare. Trovo questo tipo di disordine più positivo, perchè non è causato da trascuratezza ma dal fuoco creativo!
E ameremo i risultati che otterremo dopo le faccende domestiche perchè vivere in una casa più pulita e ordinata può aiutarci a riordinare il nostro spirito.

Non immaginate ora che la mia casa sia magicamente sempre in perfetto ordine dopo la lettura di questo libro!
Ma sicuramente ora affronto le incombenze domestiche con più leggerezza e più consapevolezza, con più mindfulness, riallacciandoci a un libro di cui abbiamo parlato tempo fa.

e se anche voi avete letto questo libro, sono curiosa di sapere cosa ne pensate!

Mente calma, cuore aperto

Avete già sentito parlare di Mindfulness?
Siete già pratici dell’argomento e praticate la meditazione con regolarità?
Oppure siete a digiuno di queste nozioni e credete che la meditazione sia una perdita di tempo?
O ancora, siete incuriositi dall’argomento ma non riuscite a rendere la meditazione parte integrante della vostra vita?

In qualunque di queste definizioni vi siate riconosciuti, c’è un libro che troverete senz’altro interessante.

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Per la rubrica “Letture Creative” oggi vi voglio consigliare il libro di Carolina TraversoMente calma cuore aperto“.

Abbiamo tutti questo difetto, chi più chi meno: pensiamo troppo.
E non nel senso costruttivo del termine, quando il pensiero si tramuta in progetti e decisioni.
Spesso restiamo intrappolati nei nostri pensieri che riguardano il rimuginare su qualcosa che ci da fastidio, il preoccuparci del futuro, il rimpiangere il passato.
E la maggior parte delle volte nemmeno ci accorgiamo dei meccanismi che automaticamente si attivano nel nostro cervello.

La pratica della Mindfulness ci aiuta a diventare più consapevoli di noi stessi, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, della nostra vita.
Con linguaggio semplice, scorrevole e piacevole, questo libro vi accompagnerà alla scoperta di un percorso che parte con il riconoscimento di meccanismi che automaticamente ci intrappolano in pensieri negativi e arriva al loro disinnesco.

La mindfulness ha qualcosa in più della meditazione: non si tratta solo di sedersi a meditare (che comunque resta parte fondamentale della pratica, la cosiddetta pratica formale) ma consiste anche nel diventare consapevoli di noi stessi durante la giornata, durante la quotidianità (la cosiddetta pratica informale).
Consiste nel trasformare molti dei momenti che viviamo in modo automatico durante la giornata, occasioni per diventare consapevoli delle emozioni che proviamo, dei pensieri che nascono, della vita che viviamo.

Il gesto del mangiare ad esempio (o il tragitto per andare al lavoro, lo svolgimento dei lavori domestici, la fila all’ufficio postale eccetera), che siamo abituati a svolgere in modo automatico e pensando o facendo contemporaneamente altro, può diventare un momento di meditazione.

Vi chiederete cosa ha a che fare questa lettura con la creatività: è molto semplice.
Essere connessi con noi stessi è un presupposto imprescindibile per poterci esprimere in modo sincero e creativo.

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In onore di questa meravigliosa filosofia, ho voluto incidere a fuoco su questo sottopentola la scritta Mindful Eating, per avere sempre a portata di mano nella nostra cucina questo invito alla consapevolezza.
Mindful Eating è anche uno dei corsi che trovate nel centro dell’autrice , tenuto da Valentina Giordano, del quale vi invito a scoprire di più cercando Semplicemente Spazio.

Big Magic di Elizabeth Gilbert

Per la serie Letture Creative, voglio consigliarvi il libro di Elizabeth Gilbert “Big Magic: vinci la paura e scopri il miracolo di una vita creativa”.

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E’ un libro dedicato alla creatività in generale, non agli artigiani di mestiere: la creatività infatti non è, secondo Elizabeth, un modo di farci guadagnare, ma di rendere più piena e appassionata la nostra vita.

Non chiedete alla vostra arte di pagarvi le bollette! Se riuscite a vivere del vostro lavoro creativo tanto meglio, ma non trasformate il vostro sogno in un incubo.

Sarebbe l’ideale guadagnarsi da vivere esclusivamente con la propria arte, ma se questo non dovesse capitare cominceremmo a odiare il nostro talento e lui si andrebbe a nascondere lontano. Prendiamo la vita creativa così come viene, senza forzarla, applichiamoci ma non fissiamoci sullo stipendio a fine mese. Le forze dell’universo si mobiliteranno per nutrire la nostra ispirazione e far combaciare ogni pezzo.

E se nella vita facciamo tutt’altro mestiere?
E se i nostri genitori ci sognavano ingegneri/architetti/chirurghi?
come possiamo ora osare affermare di voler fare lo scrittore/pittore/ceramista?

Ricordiamoci che se non siamo noi stessi non saremo mai felici: quindi mettiamoci in contatto con il nostro artista interiore e facciamolo venire fuori.
E se finora abbiamo fatto tutt’altro, ricordiamoci che non è mai troppo tardi per far emergere il nostro lato creativo.

E’ stato una piacevolissima lettura, che mi ha fatto fare pace con il mio lato creativo: contiene tantissimi spunti di riflessione che chi ama creare coglierà sicuramente. Quindi prendete una matita per sottolineare, a meno che non abbiate letto la versione digitale come me, e poi mettetevi al lavoro:

I TESORI NASCOSTI DENTRO DI VOI ASPETTANO DI ESSERE SCOPERTI!